Viaggio in Israele: cosa fare prima di partire

Organizzare un viaggio in Israele non è una passeggiata, soprattutto se sei abituato a viaggiare in Europa. Ci sono tante cose a cui pensare, quelle cose che di solito diamo per scontate.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su un altro sito ormai chiuso. Alcune informazioni potrebbero non essere rilevanti per operatori umanitari o altre persone abituate a viaggiare e vivere in Medio Oriente.

Passaporto

Non tutti possiedono un passaporto in quanto per noi europei è un piacere poter viaggiare e vagabondare per l’Europa solo con la propria carta di identità. Ma appena si esce dall’Europa bisogna presentare il proprio passaporto rilasciato dalla questura della propria città. Se non ce l’hai richiedilo, ci vuole qualche settimane prima che sia pronto. Se, invece, sei già in possesso di un passaporto, allora controlla che abbia validità di almeno sei mesi dalla data di ingresso in Israele: con una scadenza più vicina non ti faranno entrare.

Visto

Per entrare e viaggiare in Israele si ha bisogno di un visto. La differenza tra il visto per gli USA e quello per Israele è che per entrare in quest’ultimo paese, il visto te lo fanno (se te lo fanno!) al momento direttamente in aeroporto. Dopo una serie di domande appena atterrato, ti daranno un bigliettino valido per 3 mesi (visto turistico), questo è il visto israeliano. Alcuni funzionari fanno direttamente il timbro sul passaporto, ma se puoi scegliere non fartelo fare perché poi con il timbro israeliano sul passaporto si potrebbero incontrare difficoltà per entrare in altri paesi tradizionalmente ostili a Israele, come Egitto o Turchia, per citarne alcuni, e quindi ti toccherebbe rifarlo. E tu operatore umanitario che vuoi lavorare nei paesi arabi non hai voglia di sprecare soldi e tempo per un passaporto nuovo, giusto?

Assicurazione sanitaria

Ti consiglio vivamente un’assicurazione sanitaria quando viaggi in Israele. No, non parlo di bombe o cose del genere, parlo del fatto che Israele ha un sistema sanitario diverso dal nostro, ma tendenzialmente come quello statunitense: ciò significa, in parole povere, che se non paghi non ti curano o se ti curano dopo devi lasciargli un rene per pagare il conto (tanto sei già in ospedale!). Ti consiglio una travel insurance come ad esempio www.expatriatehealthcare.com, economica e totale.

Soldati israeliani festeggiano l'inizio di Shabbat al Muro del Pianto a Gerusalemme
Soldati israeliani festeggiano l’inizio di Shabbat al Muro del Pianto

Cultura

In paesi così diversi dal nostro è sempre meglio capire come muoversi prima di partire nella fase organizzativa. Non intendo solo con i mezzi di trasporto, ma anche e soprattutto cosa chiedere e come farlo. In Israele, ad esempio, non si mangia maiale, quindi non pensare nemmeno di andare al supermercato e chiedere del bacon, anche se arrivi da un paese arabo e vorresti soltanto cucinarti una carbonara. Oltre a questo, è bene sapere che la loro settimana lavorativa inizia la domenica e finisce il giovedì, pertanto il loro fine settimana è venerdì e sabato. Il sabato (Shabbat), appunto, per loro è sacro, così tanto sacro da non fare nulla durante questa giornata: niente supermercati, niente tabacchino, niente ristorante, niente mezzi di trasporto!

Lo shock culturale c’è e si sente, ma Israele è uno dei paesi più occidentalizzati del Medio Oriente. Tel Aviv è molto moderna, sembra di essere in Europa; Gerusalemme, ad esempio, è più tradizionale, potrai conoscere la vera cultura ebraica e incontrare moltissimi ebrei ortodossi che indossano i loro vestiti tradizionali. Nei Territori Palestinesi invece potrai conoscere uno dei mondi arabi più liberali del medio oriente. Un discorso a parte merita Masada, sul confine tra la zona araba e qualle ebraica, ma che ha un alto valore simbolico per gli ebrei.

Aeroporto e dogana

La sensazione di entrare in un paese extraeuropeo si avverte prima ancora di imbarcarsi. Prima ancora di passare al gate per il controllo dei bagagli si deve affrontare la polizia doganale la quale vuole controllare (e non solo dare un’occhiata) il tuo biglietto di andata, quello di ritorno, la prenotazione dell’hotel e così via, è sempre meglio stampare tutto il necessario. Ci sono poi i casi in cui ti chiedono tutto di te per assicurarsi che stai andando davvero in Israele in vacanza, quindi ti chiedono dove vivi, con chi vivi, dove lavori, da quanto tempo, perché hai scelto Israele, se conosci qualcuno lì, se sei entrato in contatto con qualcuno del posto mentre organizzavi il viaggio e tutto quello che ti viene in mente te lo chiedono. Può anche capitare che ti portino in uno stanzino per perquisire te, la tua valigia e il tuo bagaglio a mano. Quindi c’è da prepararsi psicologicamente perché non è una passeggiata, è abbastanza pesante ma non c’è da temere se non hai nulla da nascondere e non dici bugie.

Queste sono le fasi preliminari per organizzare un viaggio in Israele, cosa fare prima della partenze. Per il resto.. c’è solo da godersi questo magnifico paese! 

Se hai altri consigli o esperienze provate durante un viaggio in Israele, lascia un commento qua sotto, sarà importantissimo per tutti i lettori che, come te, vogliono visitare questo controversa ma bellissima parte di mondo!

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