Libri per umanitari

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La vita da operatore umanitario è giocoforza segnata da molta lettura. Sia essa per lavoro o per svago, i nostri cervelli assorbono una gran quantità di informazioni, o almeno ci provano. Nelle serate dopo lavoro, le occasioni per distrarsi leggendo un po’ sono numerose. Viviamo spesso in luoghi con poca o addirittura nessuna vita sociale, quindi dei buoni libri sono indispensabili per tirare avanti senza arrivare al burn out.

In questa pagina ti consiglio alcuni dei libri che ho letto e che reputo interessanti per chi fa il cooperante, ma non solo. Ci sono anche spunti di geopolitica, storia e anche romanzi ambientati in alcuni dei paesi in cui operiamo, così da comprenderne meglio la cultura senza andare sui temi più accademici. Sono divisi per categoria e/o area geografica, in modo che se dovessi cercare dei libri sulla destinazione della tua prossima missione, sarà più semplice trovarli.

Se sei appassionato di storia, ti consiglio questo sito con le recensioni dei più bei romanzi storici.

Questioni umanitarie ma non solo

Emergency Sex (and Other Desperate Measures) di Kenneth Cain, Heidi Postlewaith, Andrew Thomson

Si tratta di un classico dei libri per umanitari. Lo puoi trovare praticamente in ogni ufficio o guest house. Segui le avventure di tre cooperanti nelle maggiori crisi umanitarie degli anni ’90, raccontate dagli stessi protagonisti con sarcasmo e crescente disillusione. Leggi una recensione più completa di Emergency Sex.

Mamá, quiero ser cooperante di Jorge Jimeno Almeida

Un libro pieno di riflessioni che chiunque vuole lavorare nella cooperazione deve farsi. Ne esce una visione non troppo romantica degli operatori umanitari e le loro missioni, ma il realismo dell’autore dà una buona visione di cosa significa lavorare in certi teatri.

ONGistán di Jordi Raich

Un bel libro in spagnolo per chi si avvicina con entusiasmo al mondo della cooperazione. L’autore ha una visione molto cinica del mondo di cui è, comunque, innamorato e spiega bene molte dinamiche degli interventi umanitari.

Rebels di Aris Roussinos

Il giornalista anglo-greco racconta con ironia, divertimento, ma anche paura i suoi viaggi a contatto con i soldati non governativi di alcuni dei maggiori conflitti degli ultimi anni. Alcuni operatori umanitari si ritroveranno in alcuni degli episodi raccontati. Il libro parla di Libia, Sudan, Mali, Sud Sudan, Siria e Libano.

Africa

Africa: Altered States, Ordinary Miracles di Richard Dowden

Il Direttore della Royal African Society ci racconta l’Africa come pochi hanno saputo fare, grazie alla sua più che trentennale esperienza sia nel Continente Nero che come studioso e giornalista. Tanti corti capitoli su Uganda, Somalia, Zimbabwe, Sudan, Angola, Burundi, Rwanda, Senegal, Sierra Leone, Congo, Sud Africa, Kenya, Nigeria, Etiopia, ma anche argomenti più generali come HIV, vecchio e nuovo colonialismo, futuro dell’Africa.

Kenya

La città delle spine di Ben Rawlence

L’autore, ex ricercatore per Human Rights Watch nel Corno d’Africa, racconta le vite di alcuni abitanti di uno dei campi profughi più grandi e famosi del pianeta, Dadaab. Un libro che mischia la serietà della situazione all’ironia di certi personaggi anche nei momenti più difficili. Altamente consigliato per chi vuole saperne di più sulla situazione dei rifugiati somali in Kenya, ma anche per chi ancora non ha visitato un grande campo profughi e vuole capire meglio com’è organizzato e come vivono i suoi abitanti.

Libia

Libia di Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini

Una giornalista e un cartoonist si sono uniti per creare un fumetto che affronta le problematiche più profonde della Libia dei giorni nostri. I migranti innanzitutto, con tutte le attività criminali dietro a questo business e con gli errori di valutazione di noi italiani spiattellati sapientemente e crudamente in faccia al lettore. Ma si parla anche di milizie, interessi economici, prigioni, code davanti alle banche per prelevare quel poco contante ancora presente in città, con un valore ormai nullo. Il libro affronta anche la vita dei ragazzi che hanno combattuto contro Gheddafi nel 2011 e che ora quasi si “pentono” perché il cambiamento di vita che si aspettavano non è mai avvenuto.

Mali

Il tropico dei perdenti di Roberto Parodi

Ultimo episodio della saga di Scheggia, scritta da un giornalista amante delle due ruote. Buona l’idea di affrontare il tema dell’immigrazione in Mali e Libia, ho trovato un po’ approssimative alcune espressioni. Da leggere senza grosse pretese, soprattutto se si ama andare in motocicletta. Leggi la mia recensione più completa de Il tropico dei perdenti.

Niger

La carovana del sale di Elena Dak

Un’operatrice turistica con buona conoscenza del deserto riesce a partecipare a una delle carovane tuareg che attraversano il Sahara in Niger per approvvigionarsi di sale e datteri. Un mese a continuo contatto con una cultura nuova, camminando, mangiando e dormendo nelle loro stesse condizioni. Una descrizione dal ritmo lento, ma l’entusiasmo della narratrice traspare in ogni singola riga. Un punto di vista diverso sulla cultura tuareg e i pochi carovanieri tradizionali rimasti.

Rwanda

Season of Blood: A Rwandan Journey di Fergal Keane

Uno dei reportage migliori sul genocidio in Rwanda del 1994. Keane era un giornalista inviato nel paese allo scoppio degli scontri e ci racconta tutta la sua missione a contatto con vittime ed esecutori. Il libro è crudo, ma brillantemente scritto. Un classico che dovrebbe essere letto da chiunque è interessato a comprendere meglio la storia del Rwanda e le dinamiche etniche della regione dei grandi laghi.

Repubblica Centrafricana

Tempête sur Bangui (vol. 1 e 2) di Didier Kassaï

Un altro fumetto che fa più didattica di molti libri sull’argomento. L’autore è un ragazzo centrafricano che racconta in prima persona gli accadimenti della guerra civile del 2012 e 2013 con l’arrivo dei Sèlèka a Bangui, la creazione degli anti-Balaka e infine l’intervento delle truppe francesi.

Volume 1:

Volume 2:

Senegal

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Buongiorno Senegal. Da Dakar a Podor in bicicletta di Cecilia Gentile

Un libro per gli appassionati di bicicletta, ma non solo. Con l’autrice e i suoi compagni di avventura scopriremo la cultura del nord del Senegal, allontanandosi da Saint-Louis e dal mare per immergersi nell’interno del paese. Spesso si vede la poca esperienza dell’Africa dei protagonisti, ma propone degli ottimi spunti sul paese.

Il gallo canta dall’alba al tramonto di Fabinta Lo

Se sei interessato alla questione di genere, questo è il libro che fa per te! Scritto da un’emigrata senegalese in Italia, racconta la vita del villaggio attraverso alcuni avvenimenti visti con gli occhi delle donne.

Sette giorni a Dakar di Massimo Giannini e Luca Macchiavelli

Il mio libro preferito sul Senegal. Il racconto di un viaggio di due giornalisti per un reportage sul paese africano. Scritto con molta ironia e un linguaggio piacevolmente ricercato.

Sierra Leone

Zona rossa di Gino Strada e Roberto Satolli

Con il suo solito stile diretto e critico di tutto ciò che rallenta il suo lavoro, Gino Strada ci fa rivivere l’epidemia di ebola in Africa Occidentale. Ne esce fuori un libro di grande umanità e attenzione ai pazienti, ma anche una critica a organizzazioni internazionali, governi e case farmaceutiche. Emozionante e fondamentale per capire la disparità di trattamento nord/sud la testimonianza di Fabrizio Pulvirenti, dottore di Emergency che racconta la sua lotta contro ebola in Sierra Leone e una volta rientrato in Italia.

Asia

Bangladesh

Leggi tutti gli articoli sul Bangladesh

A Golden Age di Tahmima Anam

Primo episodio della trilogia dell’autrice bengalese che vive a Londra. Una madre e i suoi due figli si trovano a Dhaka allo scoppio della guerra civile nel 1971. Ognuno farà la sua parte per il proprio paese, fino alla creazione del Bangladesh e all’incontro dei protagonisti. Assolutamente consigliato!

The Good Muslim di Tahmima Anam

Secondo episodio della trilogia, questa volta vede protagonista la figlia Maya Haque. Al ritorno a Dhaka, scopre che tutto quello che aveva prima e per cui ha combattuto è cambiato. Il fratello irriconoscibile, la madre malata e accondiscendente, costringeranno la protagonista a una lotta interiore ed esteriore per ritrovare serenità. Rispetto al primo capitolo un passo indietro dal punto di vista del ritmo della narrazione, compensato però dai molti spunti di riflessione.

Il mio Bangladesh di Anna Cocchiarella

Anna si trasferisce a Dhaka per studiare il Bangla e se ne innamora. Una narrazione che con molta semplicità ci accompagna alla scoperta di una cultura molto diversa dalla nostra, dall’entusiasmo iniziale a un sentimento più obiettivo e meno felice alla fine. Un libro consigliato a chi deve trasferirsi in Bangladesh o ci è appena arrivato.

1971: A Global History of the Creation of Bangladesh di Srinath Raghavan

Il 1971 è stato l’anno fondamentale per il Bangladesh, con la guerra civile che ha portato alla divisione dal Pakistan. L’autore ha fatto immense ricerche e ha ricreato il processo che ha portato alla creazione del paese attraverso gli interessi, le azioni e inazioni delle grandi potenze mondiali interessate. Dall’India in conflitto con il Pakistan, alla Russia e gli Stati Uniti con le loro logiche di Guerra Fredda, fino alla Cina e ai suoi primi tentativi di espandere la propria influenza sul mondo. Consigliato se vuoi farti un’idea dei primi mesi di vita del Bangladesh.

Blue Venom and Forbidden Incense: Two Novellas di Syed Shamsul Haq

Due romanzi brevi ambientati allo scoppio della guerra civile del 1971 che ha portato all’indipendenza del Bangladesh. Il primo racconto parla di un uomo di mezza età imprigionato perché scambiato per un altro e descrive tutte le torture subite in cella. Il secondo parla invece del ritorno nel villaggio natale di una donna il cui marito è stato imprigionato. Aiutata da un giovane del luogo, cercherà una giustizia fine a sé stessa.

Corea del Nord

Pyongyang di Guy Delisle

L’autore ottiene un permesso di lavoro temporaneo per supervisionare una delle tante compagnie di disegno nordcoreane a cui vengono affidati molti compiti minori dalle aziende occidentali. È così che si ritrova testimone di un paese precluso alla maggior parte della popolazione mondiale. Con la sua solita curiosità e ironia, Delisle ci mostra Pyongyang e le sue contraddizioni. Molto divertenti i tentativi di “aprire gli occhi” ai suoi traduttori e accompagnatori (e spie!) che finiscono spesso in un finto imbarazzo per l’impossibilità di affrontare l’argomento. L’autore si presenta in Corea del Nord con 1984 di Orwell: da solo vale il prezzo della storia.

Myanmar (e Rohingya)

Burma Chronicles di Guy Delisle (fumetto)

La moglie dell’autore lavora per MSF e lui la segue, raccontando con i fumetti la sua vita da espatriato e da stay-at-home dad. In questo volume ci parla del Myanmar, come al solito con grande ironia e sagacia. Scopri le vie di Yangon e alcune delle maggiori contraddizioni di questo paese.

Rohingya. Analisi di un genocidio di Ivan Maffei

L’autore è un analista geopolitico e affronta il tema dei Rohingya dal punto di vista legale e storico. Analizza le azioni dei protagonisti e la vicenda dei Rohingya attraverso documenti legali sia interni che internazionali.

Rohingya: The Sold Dream di Mumtaz Moosa Saley

Attraverso gli occhi di una ragazzina Rohingya, l’autrice ci accompagna attraverso il dramma vissuto da questo popolo, i soprusi subiti e i pericoli che corrono nello stato di Rakhine e nel tentativo di lasciarsi alle spalle tutta quella sofferenza. Un racconto crudo, per chi vuole davvero capire cosa succede in quella parte di mondo.

Giorni in Birmania di George Orwell

Il debutto di uno dei più famosi scrittori dell’ultimo secolo. Il protagonista è un mercante di legname insofferente al modo di vivere dei sahib, i coloni britannici che vivevano in Birmania. Molto interessante la critica al regime coloniale, alcuni passaggi del libro rimangono eccessivi, mostrando una immaturità letteraria di Orwell che verrà meno con i futuri capolavori.

Medio Oriente

Israele e Palestina

Puoi trovare articoli di approfondimento su Israele qui

L’attentato di Yasmina Khadra

Si parla di terrorismo e morte dalla prima all’ultima pagina, ma l’argomento principale è la difficoltà della nostra mente di liberarsi da essi quando sono così vicini e diventano quasi quotidiani. In un’avventura tra Tel Aviv, Betlemme e Janin, il protagonista cercherà di capire il “perché” di certe azioni. E perché è successo proprio vicino a lui.

Cronache di Gerusalemme di Guy Delisle (fumetto)

Un altro bellissimo lavoro dell’autore di fumetti canadese che segue la moglie che lavora per MSF. Con la solita sagacia e ironia racconta la vita in una delle città più ambigue della storia dell’umanità, tra check-point, proteste e frustrazione del popolo palestinese a cause dell’occupazione da parte di Israele.

Gerusalemme! Gerusalemme! di Dominique Lapierre e Larry Collins

Uno dei migliori libri sulla creazione di Israele. Lapierre e Collins affrontano uno degli episodi più controversi e significativi della storia del XX secolo attraverso le vicende degli individui che ne furono protagonisti. Ne esce una via di mezzo tra un romanzo e un trattato storico grazie all’incredibile lavoro di documentazione fatto dagli autori. Da leggere assolutamente per comprendere come è iniziato uno dei più lunghi conflitti a bassa intensità della storia.

Palestina di Joe Sacco (fumetto)

Uno dei più famosi autori di fumetti a carattere politico racconta il suo viaggio di un paio di mesi nei territori palestinesi. Ci parla della vita nei campi palestinesi e gli aspetti più difficoltosi dell’occupazione israeliana.

Migrazione

Effetto serra effetto guerra. Clima, conflitti, migrazioni: l’Italia in prima linea di Grammenos Mastrojeni e Antonello Pasini

Un diplomatico e un fisico climatologo provano con successo a spiegarci come il cambiamento climatico stia incidendo sulle migrazioni, sia interne che internazionali. Dopo una prima parte di semplice teoria, i due autori ci parlano di zone geografiche specifiche, dall’Asia centrale al Sahel, dal Polo Nord all’America Latina. Da far leggere a Trump e i vari negazionisti del cambiamento climatico.

Naufraghi senza volto di Cristina Cattaneo

La direttrice del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (LABANOF) dell’Università di Milano ci racconta del suo lavoro durante le stragi di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e quella del “Barcone” del 14 ottobre 2015, quando delle imbarcazioni si inabissarono insieme al loro carico di corpi. È una storia di umanità, di giustizia, di diritti umani, di lotta contro quello che sembra un ineluttabile destino degli ultimi tra gli ultimi. Finalmente qualcuno porta al pubblico la sofferenza di chi rimane, di chi immagina ma non sa, di chi vuole sapere ma non può: le famiglie che non si danno pace fino a quando non potranno avere certezze e onorare adeguatamente i propri morti.

Ulisse da Baghdad di Eric-Emmanuel Schmitt

La storia inventata ma verosimile del tentativo di arrivare in Europa di Saad, un ragazzo iracheno dopo la sparizione della fidanzata, guidato con assoluta ironia dal fantasma del padre. Dalla Baghdad sconvolta dagli attentati terroristici all’utopica Londra dell’immaginazione di Saad, scopri cosa succede sulle rotte dei trafficanti di uomini.

Geopolitica

Prisoners of Geography di Tim Marshall

Una spiegazione di alcune questioni geopolitiche contemporanee spiegate attraverso la geografia. Alcune teorie sembrano un po’ forzate, ma è un libro molto utile per comprendere meglio il nostro mondo. Per la cooperazione sono particolari utili i capitoli su Africa (V), Medio Oriente (VI) e India e Pakistan (VII).

Religioni

Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano di Eric-Emmanuel Schmitt

Con la solita ironia di Schmitt, la storia di un amore padre-figlio tra due abitanti di una immaginaria via di Parigi: il giovane ebreo Momo e il vecchio “arabo” Ibrahim. Un libro che aiuta a riflettere sulle differenze religiose, gli stereotipi e l’integrazione tra persone di religioni differenti.

Mario M.

Mario M.

Cooperante: ho vissuto e lavorato in crisi umanitarie per tanti anni e in molti contesti differenti. Scrittore: blog e altri racconti sono i miei passatempi durante le missioni. Viaggiatore: mi piace esplorare mete meno conosciute, ma questo lo puoi vedere già da questo blog.

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